Una giornata per il Sud Africa

“Siate sempre orgogliosi del vostro storico legame di amicizia con il Sudafrica e combattete il razzismo e la xenofobia che stanno riemergendo anche in Italia”. Con queste appassionate parole, sabato 24 aprile l’Ambasciatrice sudafricana a Roma Thenjiwe Mtintso ha concluso il suo intervento al cinema Alcorso davanti al sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio e a oltre 200 giovani delle scuole superiori di Reggio e provincia, l’Einaudi di Correggio, il Russell di Guastalla, il Liceo Moro, la Filippo Re, lo Zanelli. 60 anni, incarcerata 5 volte e torturata dalla polizia afrikaaner, processata l’8 luglio insieme a Steven Biko che due mesi dopo sarà assassinato in carcere, la Mtintso, poi diventata numero 2 dell’African National Congress, ha ammesso di essersi opposta, all’inizio, alla politica di riconciliazione nazionale voluta da Nelson Mandela.
Ma il protagonista della giornata voluta da Boorea, Legacoop e Reggionelmondo, e che ha visto la collaborazione di Bellacoopia, è stata John Carlin, il giornalista e scrittore inglese autore di "Playing your enemy" (in Italia "Ama il tuo nemico", Sperling&Kupfer) il bestseller da cui Clint Eastwood ha tratto il film "Invictus", che è stato proiettato all’inizio della mattinata per gli studenti di Bellacoopia Il film rievoca il miracolo realizzato da Mandela, che nel 1995 costruì attorno agli Springboks, la squadra di rugby fino ad allora simbolo dell’apartheid, la riconciliazione nazionale di un paese sull’orlo della guerra civile. "Ho chiesto all’arcivescovo Desmond Tutu cosa abbia pensato quando gli Springboks hanno realizzato il calcio che, il 24 giugno 1995, dava al Sudafrica la Coppa del Mondo nella finale contro gli All Blacks", ha detto John Carlin, che attualmente vive a Barcellona dove è corrispondente per il quotidiano El Pais."Ho pensato che quella palla fosse sospinta dagli angeli" ha risposto l’arcivescovo simbolo della lotta all’apartheid. Quel giorno una favola antirazzista diventava realtà e nasceva un nuovo grande Paese, che tra poco più di un mese, a 15 anni di distanza dalla Coppa del Mondo di Rugby, avrà l’onore di ospitare per la prima volta sul suolo africano la Coppa del Mondo di calcio. Carlin ha poi letteralmente rapito gli studenti raccontando il making di "Invictus" – i suoi incontri con Morgan Freeman, Matt Damon e Clint Eastwood – e parlando di alcuni dei suoi numerosi incontri con Nelson "Madiba" Mandela, "simbolo positivo del XX secolo, esattamente come Hitler ne è stato il simbolo negativo", ha detto il giornalista-scrittore inglese.
All’iniziativa sono intervenuti il direttore di Boorea, Stefano Campani e Daniela Cervi di Legacoop, responsabile del progetto Bellacoopia. “E’ con grande piacere – ha detto Daniela Cervi – che Legacoop ha aderito all’organizzazione di questa importante iniziativa che non a caso avviene in coincidenza con le celebrazioni del 25 aprile, iniziativa che sottolinea ancora una volta il forte legame che unisce la comunità reggiana con il continente africano. Abbiamo voluto coinvolgere in questa iniziativa le classi che stanno partecipando al Progetto Bellacoopia perché il messaggio che trasmette il film, uguaglianza, fratellanza, rifiuto di ogni razzismo, è particolarmente vicino valori della cooperazione. Bellacoopia sta già guardando oltre i confini italiani, con il ‘gemellaggio’ di Bellacoopia con la città cooperativa di Sunchales in Argentina ed è auspicabile che in futuro si possa organizzare un analogo progetto con il Sudafrica, cogliendo l’invito proposto dall’Ambsciatrice nel suo intervento”.
Nel pomeriggio Carlin e la Mtintso hanno tenuto una affollata conferenza in Sala del Tricolore dinnanzi a numerosi rappresentanti del mondo politico e dell’associazionismo economico locale. Per il Comune è intervenuto l’assessore Franco Corradini e per Boorea il presidente Ildo Cigarini, che ha voluto collegare i valori di solidarietà e democrazia propri della cooperazione alla lotta contro l’apartheid che ha visto protagonista il Sud Africa e Nelson Mandela. Cigarini ha poi ricordato lo stretto rapporto tra Reggio Emilia e le lotte di liberazione dei popoli dell’Africa Australe, dove la cooperazione ha sempre giocato un ruolo importante di solidarietà e impegno sociale.

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